Con riferimento all'art.11
comma 1 lettera a del DPR del 27/04/99 n.158 relativo alle norme per la elaborazione
del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del
ciclo dei rifiuti urbani, è previsto il differimento
di un ulteriore anno per l'applicazione della tariffa prevista dal
Decreto Ronchi (che avrebbe dovuto entrare in vigore il 01/01/2003).
L'Assessorato ai Tributi di questo Comune, ha ritenuto opportuno avvalersi di
questa norma in considerazione del fatto che l'applicazione della tariffa risente
di una serie di variabili che penalizzeranno fortemente una serie di categorie
tra cui anche le famiglie.
Ragionevole conseguenza porta ad aspettare ad applicare la citata tariffa se
non altro per poter usufruire di eventuali modifiche migliorative alla stessa
che eventualmente in questo anno dovessero essere apportare dal legislatore.
Pertanto per il 2003 l'Amministrazione continuerà ad applicare la classificazione
delle categorie di contribuzione finora utilizzata adeguando la tariffa esclusivamente
agli incrementi generali del costo del servizio stesso che per legge devono
essere a carico dell'utente finale al 100%.
LA
LEGGE RONCHI : DA TASSA A TARIFFA
I rifiuti sono scarti, sono quello che rimane dalle attività dell'uomo.
Il fatto è che produciamo rifiuti in grandissime quantità e di
diversi tipi. Si è calcolato che la mole di rifiuti che ciascuno di noi
produce in un giorno è pari a circa 1,5 Kg.
Ma poi bisogna aggiungere i rifiuti lasciati nelle strade, quelli della lavorazione
delle industrie, delle cave e miniere, quelli prodotti dagli agricoltori e tante
altre tipologie. Tutti questi rifiuti li scarichiamo nella terra e, a volte,
nelle acque. Qualcosa non arreca danni e si trasforma naturalmente. Altri rifiuti,
invece, non si possono trasformare: alterano il nostro ambiente e a volte sono
molto pericolosi. Ma siamo davvero sicuri che tutto quello che scartiamo non
possa servire? Oggi abbiamo gli strumenti per raccogliere i rifiuti in maniera
differenziata, per riciclare e riutilizzare buona parte di quello che scartiamo,
per ridurre la quantità di rifiuti che solitamente produciamo.
Se impariamo a distinguere i rifiuti, se ci abituiamo a separarli uno dall'altro,
possiamo fare un grande servizio per noi e per il nostro ambiente. E possiamo
risparmiare. Solo in questo modo, infatti, è possibile ridurre la produzione
di rifiuti e trasformarli nella maniera più utile e meno pericolosa.
Abbiamo oggi a disposizione, nelle strade e in luoghi opportuni, diversi tipi
di contenitori nei quali è possibile raccogliere separatamente i nostri
rifiuti. Ci sono contenitori per la raccolta differenziata di carta, vetro,
plastica, metallo, ma anche di medicinali scaduti, di pile, di abiti usati,
dei rifiuti organici e così via. Bastano pochi gesti per rispettare e
tutelare l'ambiente, e quindi noi stessi. La raccolta differenziata fa parte
di questi gesti.
Da tassa a tariffa
Di cosa stiamo parlando?
Fino a ieri buttare due
buste di pattume o dieci era lo stesso.
Per i nostri rifiuti abbiamo finora pagato una tassa, ovvero un contributo obbligatorio
fisso, calcolato indipendentemente dalla quantità di rifiuti prodotti.
La "vecchia" TARSU (Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani)
- attualmente in vigore - prevede, infatti, la semplice applicazione di un'aliquota
fissata dal Comune e diversificata secondo gli utenti, che va moltiplicata per
la superficie occupata (o, nel caso delle aziende, per la superficie in cui
si producono i rifiuti).
Oggi invece si comincia a parlare di tariffa, ovvero di un pagamento calcolato
tenendo conto di più fattori.
Il "Decreto Ronchi" , infatti, dà un orientamento sostanzialmente
diverso rispetto al passato: più attento all'ambiente (incoraggiando
la differenziazione ed il riciclaggio dei rifiuti), ma anche più equo
e razionale verso i cittadini.
Esso prevede che l'intero costo del servizio sia coperto con la tariffa e chi
produce più rifiuti pagherà di più. La tariffa, che gradualmente
sostituirà la tassa, prevede due classi distinte: utenze domestiche e
utenze non domestiche. E' composta da due parti: una legata agli investimenti
per le opere e gli ammortamenti, l'altra commisurata alla quantità di
rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione.
Per le utenze domestiche la quota fissa dovrà tenere conto della numerosità
del nucleo familiare e delle dimensioni dei locali, mentre la parte variabile
sarà commisurata ai kg di rifiuto prodotti.
Con che costi?
In generale la tariffa comporterà
un aumento dei costi per il singolo cittadino.
Questo Assessorato sta analizzando uno spettro di simulazioni in modo tale da
contenere gli aumenti nell'ambito di qualche punto percentuale e questo è
dovuto in modo particolare al fatto che comunque il Comune deve assicurare la
copertura integrale dei costi del servizio (mentre per il passato l' Amministrazione
ha scelto di coprire solo parzialmente i costi con la TARSU).
Ma anche per altre ragioni: quantita' prodotte in crescita, inflazione in crescita,
applicazione dell'IVA, ecc...
Ma la buona notizia è che se il cittadino sara' ligio al senso civico
e provvedera' a differenziare con gli strumenti gia' presenti sul territorio
(ricordo le campane, i bidoncini dell'organico e la differenziata spinta che
si effettua nelle strutture alberghiere), avra' il vantaggio di vedere a consuntivo
la riduzione del costo generale del servizio e pertanto della tariffa applicata.
In pratica.
I problemi applicativi stanno
nella difficoltà di valutare l'effettiva quantità di rifiuti prodotta
da ogni cittadino e nella definizione di un meccanismo semplice ed equo.
Le strategie sono tutte da inventare ma saremo pronti per questa stimolante
avventura. L'obbiettivo e' ovviamente quello di contenere per le varie categorie
gli aumenti che l'applicazione della tariffa comporta.
L'Amministrazione si impegna a far conoscere a tutte le categorie con anticipo
la propria tariffa e il costo a carico della collettivita'.
L'Assessore ai Tributi
Comune di Abano Terme
Cosentino dott.Andrea