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Da “Il mondo è piatto” di Thomas L. Friedman

…. prendiamo per esempio Andrew Rasiej che è stato candidato democratico per la carica di Patrocinatore pubblico per la città di New York (una specie di difensore civico che consiglia il sindaco su questioni che riguardano i rapporti all’interno della comunità e che indaga su ogni genere di lamentela, dalle buche nelle strade ai servizi pubblici). Ho incontrato Rasiej mentre cercava di attirare l’attenzione sulla sua proposta che il comune di New York City dotasse la città di una completa infrastruttura Wi-fi, in modo che ognuno potesse avere accesso a collegamenti superveloci con Internet e disporre di una copertura totale per i telefoni cellulari. Alla fine Rasiej non è stato eletto. Era troppo avanti rispetto ai tempi. Ma credo che, prima o poi, i tempi si metteranno al passo con lui.

Il vecchio modo di fare politica, dice Rasiej, si fonda sul principio “uno per tutti”. Vale a dire, eleggiamo un uomo o una donna che risolverà per noi tutti i nostri problemi. Nel mondo degli affari il nuovo modello si basa invece sul coinvolgimento della propria comunità e dei propri clienti in un costante scambio di idee su ogni aspetto della propria attività, dal momento stesso in cui si concepisce un nuovo prodotto, passando attraverso il modo in cui lo si progetta, la filiera che lo costruirà e lo distribuirà e il modo in cui si raccoglierà e si assorbirà la risposta dei clienti e si reagirà prontamente al cambiamento dei gusti.

“Ebbene, è giunto il momento di usare lo stesso principio - il potere dei molti - per la reinvenzione della vita civica e il rinvigorimento della nostra democrazia” sostiene Rasiej. “Non si migliorano soltanto i servizi urbani e la qualità della vita, ma si offre anche ai cittadini un’opportunità concreta di partecipare alle decisioni che riguardano la loro esistenza e di vedere il risultato del loro contributo. La gente si allontana dalla politica perché la ritiene distante dalla propria vita. Se il sindaco chiedesse a ogni cittadino di fare una fotografia delle buche che conosce, rimarreste sbalorditi dalla risposta. Così, Rasiej ha proposto la creazione di un sito web per mezzo del quale ogni cittadino, usando anche il proprio telefono cellulare, possa scattare la foto di una buca nella strada, di una recinzione rotta e pericolosa o persino di un possibile crimine e spedirla immediatamente per e-mail al municipio o al sito web comunale, in modo tale che ognuno diventi un potenziale difensore civico.

(…) Il prossimo modello tecnologico della politica ruoterà attorno al potere di comunicare di cui dispongono la comunità e il singolo individuo. Secondo questo modello, l’amministratore pubblico non sarà più colui che parla con la moltitudine o che cerca di ascoltarla. Sarà invece il perno di una serie di rapporti con i molti per lavorare con i molti, creando reti di patrocinatori pubblici per individuare e risolvere i problemi e appoggiare i candidati che comprendono le nuove dinamiche.

(…) “Un candidato eletto non può risolvere da solo i problemi di otto milioni di persone” dice Rasiej “ma otto milioni di persone collegate in una rete possono risolvere i problemi di una città. Possono individuare e offrire soluzioni con più efficacia e rapidità di qualsiasi burocrate. (…) Il segreto è la raccolta open-source dell’informazione. Il che significa che abbiamo un’enorme riserva di persone fortemente motivate che possono scendere in campo”.